Sotto la pressione popolare cade il Governo d’Islanda

gennaio 27, 2009

anarkistar1

Dopo mesi di intense proteste (sedici settimane consecutive di azioni e presidi) cade il governo che ha voluto il passaggio dell’Islanda da isola economicamente autosufficiente e con un territorio in buono stato di conservazione a terra di conquista delle superpotenze industriali straniere svendendo il territorio e la popolazione umana e non umana alla grande industria ed alle banche. Benché non sia certo un cambio di governo la soluzione al problema e non era l’obiettivo di buona parte delle persone che hanno contestato la devastazione della Terra dei ghiacci (Iceland), è comunque un buon segnale che la pressione popolare, il boicottaggio, i blocchi, la diffusione di informazioni possano annullare la fiducia in persone e partiti che agiscono secondo le leggi del turbocapitalismo. E’ una conferma il fatto che i blocchi (di queste nocività sociali ed ambientali) siano luogo di vita, di scambio, di crescita, occasione di rivolta e – talvolta – di vittoria. Vedremo ora come si evolverà la situazione. Chi prenderà il potere, come si comporterà la gente, se le banche riusciranno a cadere in piedi ancora una volta, se, in ogni caso, si riuscirà a fermare parte dei cantieri con questo auspicato (da alcuni) ma imprevisto (dai più) crollo del sistema economico e politico della nuova Islanda delle grandi dighe, delle centrali e delle acciaierie. La devastazione delle grandi opere si può fermare.

Uno scoglio sepolto dai debiti

novembre 3, 2008

fonte: http://savingiceland.puscii.nl/?p=3480&language=it

UNO SCOGLIO SEPOLTO dai debiti

L’isola dell’Oceano Atlantico, già sede di banche estere che offrivano tassi agevolatissimi, si avvia verso il default a causa della crisi finanziaria. Colpa di un sistema che non si è mai interrogato sulla propria solidità e della sua scarsa importanza strategica
Haukur Már Helgason, REYKJAVIK

Lo scorso aprile il governo ha pubblicato un rapporto sull’«immagine dell’Islanda», scritto da una commissione formata dagli imprenditori che contano nel paese. Il rapporto sintetizza così la storia dell’Islanda: «Per lungo tempo la nazione ha vissuto in ristrettezze, ma da quando ha conquistato la libertà e l’indipendenza, in meno di un secolo, da un paese in via di sviluppo che era si è trasformata in una delle nazioni più ricche del mondo».

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DUE LAVORATORI MUOIONO AD HELLISHEIDI

agosto 22, 2008

Alla fine è successo, come era inevitabile e ampiamente previsto: due lavoratori immigrati dalla Romania sono morti nell’impianto di Hellisheidi, a est di Reykjavik. La centrale per la produzione di energia geotermica è in fase di ampliamento, anche in questo caso la menzogna è la produzione di più elettricità per un aumento dei consumi energetici delle famiglie che non è assolutamente in atto. La realtà è che anche di questa energia la rete domestica islandese non vedrà neppure un kwh, ma l’ampliamento e il supersfruttamento (con tutte le conseguenze e i danni al territorio e alla salute di tutti gli abitanti) sono totalmente a beneficio dell’industria pesante, in particolare dell’impianto della Century Aluminum di Grundartangi (guardacaso in fase di ampliamento anch’esso), e due nuovi impianti della ALCAN a Straumsvik e della Century Aluminum ad Helguvik.

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Resoconto presidio del 27 luglio a Ginevra

agosto 18, 2008

Dal resoconto degli attivisti svizzeri, apparso sul sito della campagna Saving Iceland, non può non saltare all’occhio il parallelo con le opposizioni dei dipendenti Impregilo durante il nostro presidio milanese del 22 luglio: stesse argomentazioni, stesse difese deboli, stesse giustificazioni, stesse critiche… stesso distacco dalla realtà presente, fisica, materiale, terrena, in funzione di una realtà socio-economica, di un’ottica capitalistica, di una analisi costi-benefici permanente, con costi e benefici sempre più svincolati dal reale benessere umano e non umano, dalle reali possibilità di vita e dei rischi a breve, medio e lungo termine (come direbbero loro) o per il presente ed il futuro (come preferiamo dire noi) dell’abuso di ogni elemento vitale considerato solo in quanto risorsa, materia prima, bene di consumo.

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Documentario di Saving Iceland

luglio 26, 2008

Questo ed altri video nella nostra nuova pagina youtube

http://www.youtube.com/terradeighiacci

http://it.youtube.com/terradeighiacci

Immagini dai presidi del 22 luglio a Milano

luglio 24, 2008

Immagini

foto presidi 22 luglio / july 22th protests photos

Resoconto dei presidi del 22 luglio a Milano

luglio 24, 2008

Una prima giornata per difendere la Terra dei ghiacci

E’ molto presto quando il primo solidale giunge davanti all’entrata principale del grande palazzo, sede direzionale della Impregilo SpA, nota multinazionale delle costruzioni (leggi distruzioni). Fa un certo effetto ogni volta trovarsi di fronte a questo palazzo. Non certo l’effetto di un piccolo uomo di fronte a una grande costruzione, no. Neppure l’effetto di chi si trova di fronte a qualcosa di noto, di conosciuto, di famoso. Piuttosto l’effetto di chi sente forte l’incombere di un punto di non ritorno nella devastazione della Terra, di chi avverte uno stato di necessità mai così estremo, di chi si trova di fronte a un luogo fisico, reale, non virtuale, ma concreto, materiale, dove vengono prese delle decisioni, portati avanti progetti, costruite relazioni, funzionali all’opera nefasta di questa multinazionale di lungo corso. Un luogo di ritrovo di persone, di individui, responsabili in un modo o nell’altro, delle gravi ripercussioni causate dalle attività di Impregilo in tutto il mondo. Corresponsabili di ogni nocività sociale e ambientale.

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Resoconto del presidio del 21 luglio a Roma

luglio 23, 2008

Report del Presidio presso l’Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008

Reduci dall’impegnativo Presidio del giovedi precedente presso l’Ambasciata Coreana, i baldi ADA uniti ad un manipolo di attivisti provenienti da ogni parte della capitale si sono presentati in tarda mattinata davanti all’Ambasciata Islandese tenuti d’occhio da uno sparuto esercito di poliziotti e carabinieri. Incuranti delle nefaste condizioni meteorologiche, gli eroici difensori del pianeta hanno preparato uno striscione ad hoc che annunciava l’intenzione di sostenere le azioni atte alla strenua difesa della Terra dalle devastazioni a fini commerciali.
Megafonando ripetutamente anche durante l’uscita per la pausa pranzo ed il successivo rientro degli impiegati (ben due), abbiamo ribadito la posizione dei sottoscritti e di buona parte della popolazione islandese in merito alla devastazione ambientale provocata dalla costruzione delle dighe in questione. Ben 275 specie tra animali e vegetali, sviluppatesi in quelle terre da millenni, ora sono a rischio di estinzione…per produrre energia elettrica destinata esclusivamente ad un’azienda (l’Alcoa) che detiene una grossa fetta del mercato dell’alluminio.

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video presidio per l’Islanda a Bruxelles (febbraio 2008)

luglio 23, 2008

video dei blocchi del 19 luglio 2008 in islanda!

luglio 23, 2008

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