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	<title>Difendiamo l'Islanda dalla distruzione</title>
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		<title>Sotto la pressione popolare cade il Governo d&#8217;Islanda</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 13:39:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo mesi di intense proteste (sedici settimane consecutive di azioni e presidi) cade il governo che ha voluto il passaggio dell&#8217;Islanda da isola economicamente autosufficiente e con un territorio in buono stato di conservazione a terra di conquista delle superpotenze industriali straniere svendendo il territorio e la popolazione umana e non umana alla grande industria [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=178&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-182" title="anarkistar1" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2009/01/anarkistar1.jpg?w=450&#038;h=300" alt="anarkistar1" width="450" height="300" /></p>
<p>Dopo mesi di intense proteste (sedici settimane consecutive di azioni e presidi) cade il governo che ha voluto il passaggio dell&#8217;Islanda da isola economicamente autosufficiente e con un territorio in buono stato di conservazione a terra di conquista delle superpotenze industriali straniere svendendo il territorio e la popolazione umana e non umana alla grande industria ed alle banche.  Benché non sia certo un cambio di governo la soluzione al problema e non era l&#8217;obiettivo di buona parte delle persone che hanno contestato la devastazione della Terra dei ghiacci (Iceland), è comunque un buon segnale che la pressione popolare, il boicottaggio, i blocchi, la diffusione di informazioni possano annullare la fiducia in persone e partiti che agiscono secondo le leggi del turbocapitalismo. E&#8217; una conferma il fatto che i blocchi (di queste nocività sociali ed ambientali) siano luogo di vita, di scambio, di crescita, occasione di rivolta e &#8211; talvolta &#8211; di vittoria.  Vedremo ora come si evolverà la situazione. Chi prenderà il potere, come si comporterà la gente, se le banche riusciranno a cadere in piedi ancora una volta, se, in ogni caso, si riuscirà a fermare parte dei cantieri con questo auspicato (da alcuni) ma imprevisto (dai più) crollo del sistema economico e politico della nuova Islanda delle grandi dighe, delle centrali e delle acciaierie.  La devastazione delle grandi opere si può fermare.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/178/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/178/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=178&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Uno scoglio sepolto dai debiti</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 14:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[fonte: http://savingiceland.puscii.nl/?p=3480&#38;language=it UNO SCOGLIO SEPOLTO dai debiti L’ISLANDA DELLA FINANZA UN PAESE IN BANCAROTTA L’isola dell’Oceano Atlantico, già sede di banche estere che offrivano tassi agevolatissimi, si avvia verso il default a causa della crisi finanziaria. Colpa di un sistema che non si è mai interrogato sulla propria solidità e della sua scarsa importanza strategica [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=174&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4 class="entry-title">fonte: http://savingiceland.puscii.nl/?p=3480&amp;language=it</h4>
<h2 class="entry-title"><a title="UNO SCOGLIO SEPOLTO dai debiti" rel="bookmark" href="http://savingiceland.puscii.nl/?p=3480&amp;language=it">UNO SCOGLIO SEPOLTO dai debiti</a></h2>
<div class="pezzoocchiello"><a href="http://www.ilmanifesto.it/argomenti-settimana/articolo_07ece1ecc936d4f6be16f34f1180dc6e.html" target="_blank"><strong>L’ISLANDA DELLA FINANZA UN PAESE IN BANCAROTTA</strong></a></div>
<div class="pezzosommario">L’isola dell’Oceano Atlantico, già sede di banche estere che offrivano tassi agevolatissimi, si avvia verso il default a causa della crisi finanziaria. Colpa di un sistema che non si è mai interrogato sulla propria solidità e della sua scarsa importanza strategica</div>
<div class="pezzoluogo"><strong>Haukur Már Helgason, REYKJAVIK</strong></div>
<p>Lo scorso aprile il governo ha pubblicato un rapporto sull’«immagine dell’Islanda», scritto da una commissione formata dagli imprenditori che contano nel paese. Il rapporto sintetizza così la storia dell’Islanda: «Per lungo tempo la nazione ha vissuto in ristrettezze, ma da quando ha conquistato la libertà e l’indipendenza, in meno di un secolo, da un paese in via di sviluppo che era si è trasformata in una delle nazioni più ricche del mondo».</p>
<p><span id="more-174"></span></p>
<p>In questi mesi l’unico settore d’affari in crescita in Islanda è quello delle guardie del corpo. Un vero boom. Per la prima volta nella storia dell’Islanda, il capo dello stato, i politici e gli «imprenditori» della borsa sono accerchiati da professionisti pieni di muscoli. Dopo una privatizzazione durata da sei ai dieci anni, e una sbalorditiva, costante crescita, le tre maggiori banche islandesi, impossibilitate a pagare i loro debiti, sono crollate nel giro di una settimana. Lo stato, governato dalla banca centrale le ha rinazionalizzate tutte e tre, una dopo l’altra. Il Parlamento ha promulgato una legge d’emergenza che dà allo stato il controllo del settore finanziario, e il governo è alla disperata ricerca di prestiti dall’estero per risarcire il denaro che sembra essersi vanificato nel nulla. Parte di quel denaro veniva dai risparmiatori inglesi e olandesi, che dal 2006 avevano messo i propri soldi sui conti on line di Icesave, ad elevato tasso d’interesse, in un piano che il direttore di banca Sigurjón Arnason, nel corso di un’intervista, aveva definito ingegnoso: «La sola cosa che devo fare è controllare quotidianamente e vedere quanto denaro entra» ha detto sghignazzando, almeno a detta del giornalista; poi ha sollevato la cornetta del telefono e un attimo dopo ha detto: «50 milioni di sterline in entrata, solo venerdì scorso!»</p>
<div class="pezzotesto">Ma ciò che arriva facilmente, facilmente se ne va. Quando il direttore della banca Centrale Davíð Oddsson e il ministro delle Finanze (peraltro gran conoscitore del settore) Arni Mathiesen dichiararono, dopo la statalizzazione della banca responsabile, che l’Islanda non avrebbe pagato quei debiti &#8211; o forse ne avrebbe pagato una parte, questa è la versione di Mathiesen &#8211; il Regno unito ha applicato la legge anti terrorismo per congelare i fondi delle banche in Inghilterra. L’Islanda è rimasta scioccata: «Ma… non vedete che siamo bianchi?» Il livello di paradosso cresce così come crolla il valore della nostra corona. Se il valore della corona sembra ora dimezzato rispetto a otto mesi fa, è solo perché la banca centrale lo ha opportunamente fissato. È un dato di fatto che il valore della corona sia vicino allo zero. Gli esperti del mercato usano l’espressione tecnica «tossica» per descrivere la valuta: ed è una realtà, con il 24% di inflazione. Ecco lo stato attuale di un paese neoliberalizzato, quello che fino ad aprile si considerava uno dei più ricchi della terra.</div>
<div class="pezzotesto">«Questa non è una nazionalizzazione» ha dichiarato, sollecito e con lo sguardo impenetrabile, il primo ministro Geir H. Haarde quando ha statalizzato le prima delle tre banche. Ovviamente, all’apparenza, queste parole erano una bugia eclatante. Ma sotto sotto, c’era una cosa da capire: anche se lo stato ora sta gettando svariati miliardi in questo pozzo senza fondo, riacquistando banche privatizzate di recente, non fatevi ingannare: il governo non ha cambiato politica e non ha intenzione di agire per il benessere della popolazione. Queste misure mirano semplicemente a salvare chi possiede denaro, e probabilmente a mettere il cappio al collo a chi non ce l’ha. Robert Aliber, esimio docente di economia all’Università di Chicago, dichiara a gran voce che la situazione non avrebbe potuto essere affrontata peggio se i ministri fossero stati scelti a caso dall’elenco telefonico.</div>
<div class="pezzotesto">Gli islandesi devono mediamente 30.000 sterline agli istituti di credito. Il possesso di una casa è nella norma, non è l’eccezione, e la gente prende prestiti per comprarsi un appartamento &#8211; ma i giovani prendono prestiti anche per andare all’università, acquistare una macchina, viaggiare. La situazione debitoria si estende dagli investitori stranieri e le banche internazionali, fin dentro le radici che tengono assieme questo bizzarro paese in una complessa ragnatela di debiti.</div>
<div class="pezzotesto">Visto che la nazione ha la sua valuta locale, la corona, non c’è molta differenza fra questo sistema di debito e i cosiddetti «pagamenti in natura», dove un lavoratore compra beni dalla stessa azienda per cui lavora. Mentre il suo lavoro e la sua fatica vengono annotati nel registro unico del debito e del credito, il lavoratore vede un esiguo, quando non «reale» compenso al proprio lavoro. I giovani che hanno preso grossi prestiti per pagare case sovrapprezzo in un mercato inflazionato, si ritrovano bloccati in quelle case, impossibili da vendere in un mercato immobiliare al collasso, mentre &#8211; tenetevi forte! &#8211; i prestiti sono indicizzati ai costi di consumo, cosicché in fase di inflazione i debiti crescono in proporzione all’aumento dei prezzi.</div>
<div class="pezzotesto">Negli ultimi mesi, sono aumentate le ipoteche: la gente deve più denaro alle banche di quanto riesca a pagare. Finora questo intricato sistema ha portato a un gran malessere sociale dove le persone vengono sopraffatte da un mare di preoccupazioni, e dove ognuno arranca, perché forse non ha lavorato abbastanza &#8211; oggi, o tutta la settimana, o il mese intero &#8211; per pagare le spese mensili; e se lo fanno in ritardo prima o dopo si ritroveranno addosso un carico enorme di interessi passivi da pagare. A tale situazione negativa e ai problemi finanziari aggiungete i tabù &#8211; cosa di cui non si parla mai &#8211; come un consumo da record mondiale di antidepressivi, e avrete un’idea di come vadano le cose in Islanda, dove il monopolio del denaro copre una realtà nascosta: il paese appartiene ed è gestito da 14 famiglie, quelle famiglie che hanno ereditato un cognome. Se la realtà economica sopra descritta può apparire ingiusta al di là del credibile, pazientate: all’islandese comune la legge non permette di avere un cognome. Solo 14 famiglie di antica aristocrazia ce l’hanno, gli altri portano il nome del padre, alla vecchia maniera pagana: Haukur, figlio di Helgi e Bryndís, la figlia di Björgvin, il figlio di Sigurður. In breve: l’Islanda è una società spietatamente classista. Ma questo sistema creerà divisioni di base quando esaurirà stupidamente le capacità della gente a tirare avanti &#8211; o peggio ancora, quando si arriverà al corretto, violento, sistematico equilibrio di massimizzare i profitti ottenuti strizzando ogni essere vivente del paese fino all’ultima goccia.</div>
<div class="pezzotesto">Presumibilmente, 300 mila persone non bastano a sostenere una valuta fluttuante sui mercati internazionali. 300mila persone, molte delle quali sono troppo occupate a lavorare per interessarsi di politica, sono anche meno di quanto occorra per sostenere un linguaggio adatto a un mondo globalizzato. L’Islanda è assai facilmente manipolata da forze più forti. Una banca non deve neppure attaccarla deliberatamente ma solo colpirla accidentalmente alle spalle, e d’improvviso un’intera nazione è incapace di pensare librandosi oltre la ristrettezza di metafore finanziarie. Per dirla tutta, le competenze dell’islandese medio nel linguaggio finanziario sono inesistenti &#8211; gli studenti del liceo più avanzato sono in grado di parlare a ragion veduta di tassi d’interesse e di dibattere sui benefici degli investimenti a breve termine. Ma per ogni altro target il mio linguaggio vale quanto il contante che ho in tasca. E ciò sempre per il medesimo motivo: non c’è tempo per il criticismo né spazio per tirar fuori le cose negative.</div>
<div class="pezzotesto">«Il pericolo incombente della morte non permette che un linguaggio sia limitato alla gestualità. E, la prima parola che si scambiarono non fu amami ma aiutami». Così disse Rousseau in merito alla nascita del linguaggio nei paesi del Nord Europa. Diciamo pure che in Islanda il gesto non sostituisce la parola, che si è dovuta certo evolvere per spiegare situazioni spinose all’estero. Molte parole, comunque, sono inadeguate. Egemonia. Struttura &#8211; il concetto è stato tradotto ma l’equivalente islandese sembra troppo artificioso per essere venuto fuori naturalmente.</div>
<div class="pezzotesto">E poi c’è la strategia, un altro concetto non tradotto. La repubblica d’Islanda dichiarò la propria indipendenza dalla Danimarca nel 1944, due anni, fino all’occupazione Usa che sarebbe durata 60 anni. L’esercito americano ci ha fatto ricchi, durante la «guerra benedetta» come la chiamano i più anziani &#8211; e si trattenne fino a che la montagna nel bel mezzo dell’Atlantico fu strategicamente importante. La cosa andò avanti fino al 2006, quando l’amministrazione Bush si inventò qualcosa di meglio da fare con due aerei a reazione. Il loro centralinista chiamò il nostro ministro per dire «ciao e grazie per il pesce», e poi se ne andarono via. Mentre il dollaro Usa è sostenuto dal rischio di un intervento militare e da una cospicua popolazione, la corona islandese è per lo più sostenuta dal merluzzo. Dopo che l’esercito se ne fu andato ci volle un attimo perché gli economisti locali &#8211; e la politica &#8211; realizzassero che non avevamo più terra sotto i piedi. In questa sorta di poema epico, che può appena costituire del materiale utile a Marquez o a Don DeLillo, il momento più critico per le autorità islandesi può essere arrivato un attimo prima del crollo delle banche. Alla fine di settembre, la Federal Reserve annunciò che avrebbe sostenuto le banche centrali di Svezia, Norvegia e Danimarca con un accordo sul cambio di valuta &#8211; ma non l’Islanda. Per i paesi del Nord che almeno a livello di autorità aristocratiche si identificano in una comunità, il segnale era piuttosto chiaro: affonda, Islanda, affonda! La prima risposta del paese fu di passare al contrattacco e il direttore della Banca centrale Davíð Oddsson dichiarò che la Russia avrebbe concesso all’Islanda il denaro di cui aveva bisogno. La Russia non fu d’accordo.</div>
<div class="pezzotesto">Sì, l’Islanda affonda, ma nel movimento si adegua alla legge fisica dei cartoni animati, dove un personaggio precipita ma poi si ferma a mezz’aria: e solo quando guarda giù e realizza che sta appeso nel vuoto &#8211; o anche, solo quando ammette tale situazione con un gesto esplicito &#8211; precipita. Sintomaticamente negli ultimi due anni in Islanda hanno proliferato notizie positive &#8211; fino allo scorso febbraio, sulle copertine delle più prestigiose riviste islandesi, abbiamo visto costantemente immagini di soli splendidi e splendidi animali. Tutte e tre le riviste sono a favore del libero mercato e due di esse sono gestite dalla stessa azienda, di proprietà di Björgólfur Gudmundsson, che è stato il più grande azionista europeo della Landsbanki e dell’Icesave, un avido sostenitore del partito al governo, il più brillante tra i banchieri del paese e il più popolare secondo una statistica realizzata lo scorso anno dalla rivista Fréttablaðið: «Chi è il più grande miliardario d’Islanda?» Il giornale ora appartiene a Mr. Gudmundsson. Le buone notizie corrono veloci fino al grande giorno: Lunedì 27 ottobre il centro della prima pagina del giornale conservatore Morgunblaðið riportava la fotografia di una montagna innevata, qualche pecora e un uomo a cavallo. L’ultima pagina ostentava un’immagine di fiori e uccelli. Quattro giorni dopo alcuni abitanti della montagna formalmente conosciuta come Islanda chiedevano aiuto al Fondo Monetario Internazionale, a causa del nevoso ottobre. Chissà quanto avranno dovuto lottare i fotografi per convincere gli uccelli e i fiori. È come una colpa collettiva. Io sono colpevole, di essere associato a questo clan, di aver partecipato al casinò del capitalismo, mentre molte persone credevano di essere dalla parte giusta del grande spartiacque. Di avere una talento naturale per le slot machines e il poker. Quando lo spartiacque ora si muove con il massacrante impatto di un terremoto, molti di quelli che credevano di avere hanno finito per non avere, e molti di quelli che pensavano di restare in gioco hanno finito per essere imbrogliati; non sono triste solo nel vedere noi così imbrogliati, imbavagliati, legati, costretti a faticare. Ciò che anche rattrista è che molta di questa gente, molti di noi, non sono stati poi così disturbati dall’ingiustizia. Non sono stati disturbati dal gioco, ma solo dal fatto di avere perso. Ciò significa che io non ho il senso della giustizia, ma solo del profitto e del non profitto. La crudeltà non mi disturba. È per questo che l’Islanda non solo soffre, ma piange. Noi abbiamo avuto l’occasione di essere un popolo decente e non lo siamo stati. Per niente.</div>
<div class="pezzotesto">E si procede, con questa associazione, e io non ho neppure il senso della vergogna. Qualcuno ha appena dato inizio all’idiota campagna che apre un sito web, dove islandesi offesi mandano foto scattate nelle loro case, mentre tengono in mano un pezzo di carta con su scritto «Vi sembro un terrorista?» Il motivo è la stesso che causò l’assoluta indignazione e lo sbigottimento del primo ministro Haarde quando l’inglese Gordon Brown ha usato misure antiterrorismo per congelare i fondi delle banche islandesi nel Regno Unito: «Non vedete che sono bianco?»</div>
<div class="pezzotesto">Al tempo stesso c’è un gran senso di liberazione. Dopo un claustrofobico decennio di generale omologarsi a un modello consumistico dell’uomo e ai benefici del libero mercato, rabbia e risentimento sono ancora fattibili. È ufficiale: il Capitalismo è mostruoso. Provate a pronunciare una frase sui benefici del libero mercato e verrete trattati come uno che parla dei benefici della violenza. Quest’onesto spirito di risentimento ora è possibile e apre la speranza che un giorno la lingua potrà rimpossessarsi di alcune capacità critiche, e che sappia di nuovo descrivere le realtà sociali.</div>
<div class="pezzotesto"><strong><span style="font-style:italic;">Traduzione di Silvana Pedrini</span></strong></div>
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		<title>DUE LAVORATORI MUOIONO AD HELLISHEIDI</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Aug 2008 13:56:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alla fine è successo, come era inevitabile e ampiamente previsto: due lavoratori immigrati dalla Romania sono morti nell&#8217;impianto di Hellisheidi, a est di Reykjavik. La centrale per la produzione di energia geotermica è in fase di ampliamento, anche in questo caso la menzogna è la produzione di più elettricità per un aumento dei consumi energetici [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=142&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla fine è successo, come era inevitabile e ampiamente previsto: due lavoratori immigrati dalla Romania sono morti nell&#8217;impianto di Hellisheidi, a est di Reykjavik. La centrale per la produzione di energia geotermica è in fase di ampliamento, anche in questo caso la menzogna è la produzione di più elettricità per un aumento dei consumi energetici delle famiglie che non è assolutamente in atto. La realtà è che anche di questa energia la rete domestica islandese non vedrà neppure un kwh, ma l&#8217;ampliamento e il supersfruttamento (con tutte le conseguenze e i danni al territorio e alla salute di tutti gli abitanti) sono totalmente a beneficio dell&#8217;industria pesante, in particolare dell&#8217;impianto della Century Aluminum di Grundartangi (guardacaso in fase di ampliamento anch&#8217;esso), e due nuovi impianti della ALCAN a Straumsvik e della Century Aluminum ad Helguvik.</p>
<p><span id="more-142"></span></p>
<p>Proprio le pressanti richieste delle lobby industriali che stanno condannando la Terra dei ghiacci alla devastazione, hanno portato la Reykjavik Energy, responsabile dell&#8217;impianto, a imporre agli operai condizioni sempre più disumane. I lavoratori islandesi non hanno accettato queste condizioni e come era prevedibile sono stati &#8220;importati&#8221; circa trecento uomini in situazioni economiche di estrema emergenza, provenienti dall&#8217;est europeo, soprattutto Polonia e Romania.</p>
<p>Già durante la settimana internazionale di mobilitazione, che ha visto coinvolte persone di vari paesi, noi compresi, uno degli obiettivi scelti dagli amici islandesi per un&#8217;azione di disturbo e di protesta è stato proprio questo impianto della Reykjavik Energy (<a href="http://www.politube.org/show/817">vedi filmato</a>), sia per la devastazione che sta imponendo a quella zona &#8211; una volta luogo incantevole, fra i preferiti dagli stessi islandesi oltre che dagli stranieri &#8211; sia per le condizioni di lavoro della manodopera immigrata, sia per i rapporti che proprio questa società, la R.E., sta intrattenendo con lo Yemen, paese dove vige un regime dominato dalla Shari&#8217;a, con una popolazione tenuta sotto la soglia di povertà, condizioni delle donne di estrema sottomissione (si impone il matrimonio a bambine di 9 anni), inesistente libertà di stampa, rapimenti, tortura e uccisioni da parte della polizia per i dissidenti. Un paese che avrebbe tutte le caratteristiche per una &#8220;missione di pace&#8221; per &#8220;esportare la democrazia&#8221;, ma col quale si intrattengono fruttuosi scambi commerciali anche senza una guerra preventiva.</p>
<p>Non conosciamo ancora i nomi dei due operai, nonostante le ricerche effettuate, e questo ci dispiace molto. Noi vogliamo che i lavoratori abbiano sempre un nome e non solo un numero di matricola, sia da vivi che da morti. Sappiamo che sono morti nella notte fra il 20 e il 21 agosto. Sappiamo che sono morti soffocati durante la manutenzione di uno dei condotti. La versione ufficiale vorrebbe che i due operai siano entrati in un condotto credendo fosse a tenuta d&#8217;aria, ma siano invece stati soffocati dai vapori, perdendo subito conoscenza. Inutili i soccorsi dei pompieri del Capital Region Fire Department, dei medici della R.E., della Croce Rossa, di vari agenti di polizia, che comunque non sappiamo se tempestivi.</p>
<p>Ciò che sappiamo è che i lavoratori immigrati in questo impianto sono costretti a turni massacranti. Ciò che sappiamo per certo è che lavorano 72 ORE A SETTIMANA. Con TURNI di 17 ORE CONSECUTIVE!</p>
<p>Ciò che sappiamo è che lavorano a progetto, con periodi lavorativi di 3 o 6 mesi senza garanzie di riassunzione.</p>
<p>Ciò che sappiamo è che nonostante le rigide condizioni lavorative e climatiche non hanno possibilità di allontanarsi dal campo di lavoro (potremmo a questo punto dire di concentramento), se non UNA SERA AL MESE.</p>
<p>I nostri contatti islandesi descrivono il campo come una prigione, con container simili a quelli utilizzati per i profughi, senza luoghi di aggregazione, senza alcuno spazio comune al coperto, senza una palestra o un luogo al riparo per l&#8217;attività fisica, senza un campo da calcio, un tavolo da ping-pong (li citiamo perché sono stati fra le richieste degli operai stessi, tutte inevase) e le televisioni, che pure sono presenti (guardacaso preferite ai luoghi di aggregazione) sono inutilizzabili perché non ricevono il segnale&#8230;</p>
<p>Sappiamo che ogni minima richiesta viene trattata alla stregua di una insubordinazione e diversi operai non sono stati confermati proprio perché ritenuti inadatti a causa di queste rimostranze.</p>
<p>Sappiamo, inoltre, che i Rumeni non sono pagati secondo gli standard di stipendio islandesi, ma secondo gli standard di stipendio rumeni! Per di più non vengono pagati in euro ma in corone islandesi, moneta fortemente svalutata, il che ha significato l&#8217;erosione ulteriore di oltre un quarto del proprio salario! Solo persone in condizioni di estrema indigenza e necessità possono accettare condizioni lavorative così dure, vivendo da reclusi per interi semestri, con turni massacranti per le continue pressioni delle grandi industrie che vogliono ampliare gli impianti e aumentare la produzione, con l&#8217;ansia e la paura di perdere il posto di lavoro e l&#8217;opportunità di mantenere le famiglie in patria, che rivedono solo per due o tre settimane ogni sei mesi. In simili condizioni, lavorando nell&#8217;estremo nord, in impianti come le centrali geotermiche o le fonderie di alluminio o i cantieri delle dighe o delle trivellazioni, fino a 17 ore consecutive, come sopravvivere? come non morire? come non commettere un errore fatale?</p>
<p>Ma la responsabilità è di chi commette quell&#8217;errore umano, ad esso portato, costretto, da un abuso e uno sfruttamento senza limiti o piuttosto di chi compie questo abuso, con la stessa facilità con la quale abusa della Terra, della Natura e di tutte le altre specie non umane?</p>
<p>La responsabilità di queste morti è della Reykjavik Energy, della Altak che si occupa dell&#8217;assunzione e della gestione dei lavoratori immigrati, del Governo Islandese nella persona del suo primo ministro e di tutti gli altri ministri, del loro capitalismo, così come sempre anche qui in Italia la responsabilità della devastazione e delle morti è degli imprenditori e dei politici locali e nazionali, di un sistema in cui è imposta la condizione di sfruttati, di uomini come merci, da obbligare a lavorare senza altro interesse, altra possibilità di vita, a consumare e a viaggiare ad alta velocità per arricchire sempre gli stessi nomi, nomi che si ripetono, famiglie che dominano l&#8217;economia, la politica, i media, ogni ramificazione di potere.</p>
<p>Non dimenticheremo questi due lavoratori uccisi. Così come non dimentichiamo quelli uccisi qui in Italia. E ci è sempre più chiaro come è strutturato questo sistema economico e politico e quale destino hanno scritto per noi le lobby industriali. Un destino imposto a cui tentiamo di sottrarci e una solidarietà del destino che quando sarà più matura, più piena, più chiara, più attiva, forse, potrà portare a una presa di coscienza più generalizzata. A quel punto non ci saranno ulteriori timori o perplessità o distinguo, non ci si perderà in ulteriori differenziazioni o precisazioni forse anche giustificate ma in certi momenti inopportune, non ci si soffermerà sul nome da dare a quella esigenza, a quel tumulto interiore e collettivo: la rivolta sarà l&#8217;unica risposta. La risposta di una vita contro la condanna a morte.</p>
<p>Noi non siamo nati per essere sfruttati.</p>
<p>Noi tutti, di ogni paese, di ogni specie non siamo nati per essere usati e abusati. Nessuno deve abitare in lager o quartieri lager. Nessuno deve vivere per lavorare. La Terra, gli animali, gli umani non devono essere risorsa nelle mani di potenti, da manipolare e soggiogare. Tutto questo non è vita. E&#8217; ora di riprenderci le nostre vite. Partendo proprio dal sentimento della solidarietà, della solidarietà attiva.</p>
<p>Solidarietà ai lavoratori immigrati in Islanda e in Italia e a tutti i lavoratori con limitate possibilità di scelta.</p>
<p>Solidarietà agli islandesi in lotta contro l&#8217;industria pesante e a tutti i ribelli in difesa della Terra.</p>
<p>Immagine dell&#8217;impianto dove hanno perso la vita i due lavoratori immigrati&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-149" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/08/hellisheidarvirkjun_morti2rumeni.jpg?w=450&#038;h=299" alt="" width="450" height="299" /></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/142/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/142/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=142&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">nix77</media:title>
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		<title>Resoconto presidio del 27 luglio a Ginevra</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 22:31:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal resoconto degli attivisti svizzeri, apparso sul sito della campagna Saving Iceland, non può non saltare all&#8217;occhio il parallelo con le opposizioni dei dipendenti Impregilo durante il nostro presidio milanese del 22 luglio: stesse argomentazioni, stesse difese deboli, stesse giustificazioni, stesse critiche&#8230; stesso distacco dalla realtà presente, fisica, materiale, terrena, in funzione di una realtà [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=133&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <a href="http://savingiceland.puscii.nl/?p=2376&amp;language=en#more-2376">resoconto degli attivisti svizzeri</a>, apparso sul sito della campagna Saving Iceland, non può non saltare all&#8217;occhio il parallelo con le opposizioni dei dipendenti Impregilo durante il nostro presidio milanese del 22 luglio: stesse argomentazioni, stesse difese deboli, stesse giustificazioni, stesse critiche&#8230; stesso distacco dalla realtà presente, fisica, materiale, terrena, in funzione di una realtà socio-economica, di un&#8217;ottica capitalistica, di una analisi costi-benefici permanente, con costi e benefici sempre più svincolati dal reale benessere umano e non umano, dalle reali possibilità di vita e dei rischi a breve, medio e lungo termine (come direbbero loro) o per il presente ed il futuro (come preferiamo dire noi) dell&#8217;abuso di ogni elemento vitale considerato solo in quanto risorsa, materia prima, bene di consumo.</p>
<p><span id="more-133"></span></p>
<p>Avere un diverso sguardo e un diverso linguaggio è già un primo passo per tenersi al di fuori da certe logiche e da certe nocività. Lavorare per costruire alternative il secondo passo necessario.</p>
<p>Ecco il testo in inglese del resoconto:</p>
<p>Solidarity Demo at ALCOA’s European Headquarters in Geneva</p>
<p>We just received this letter from Saving Iceland Supporters in Switzerland:</p>
<p>On 23 July we returned to the European Headquarters of ALCOA in Geneva, Avenue G. Motta 31, to stage a protest for the international Action Week in solidarity with the Saving Iceland campaign. Our aim was to put pressure on Alcoa and show support for the activists at the summer action camp in Iceland.</p>
<p>ALCOA was clearly not happy about our presence, and we received the following message via a security guard:</p>
<p>To the leader of the demonstrators:</p>
<p>We respect your right to express your opinion. We regret that you have been misled and misinformed.</p>
<p>We would like to invite a representative group of 3 of you inside to the ALCOA offices to listen to your views and concerns.</p>
<p>Please have your 3 representatives follow the security guard inside.</p>
<p>ALCOA Management</p>
<p>While the demonstration continued, three of us entered the building where we had the dubious pleasure of meeting some of the masters of capitalistic destruction: President of ALCOA Europe with a Environmental expert, and a corporate communications manager.</p>
<p>Initially assuming that we were misinformed, we soon convinced them to the contrary. They then tried to embarrass us into silence us by asking whether we used aluminium products. However, we pointed out that we weren’t just talking about aluminium drinks cans but also about weapons of war. The ALCOA representatives responded by claiming that their products were used to protect and save lives – nothing but hypocrisy.</p>
<p>The director kept a stony face throughout – like the wall of their dam – whereas the corporate communications manager looked more like a boiled potato.</p>
<p>Having grasped that we were not just against their projects in Iceland in particular but also against the capitalistic consumerist system in general, they presented the classic arguments of this misguided system: the demand for aluminium is increasing, and somebody has to meet it – if not them, then someone far worse.</p>
<p>They tried to present themselves as a caring company that cooperates with environmentalists. They told us that WWF and Greenpeace, who at one time had been as radical as us, had now changed their tactics to work with the big companies rather then against. They hoped that we, too, would one day find enough common ground to be able to work together with them for the environment.</p>
<p>The director’s parting words were to suggest that we put our energies to more profitable use – which leads us to the conclusion that they didn’t like having us at their front gate holding them responsible at the top of our voices.</p>
<p>We were unprepared for this official meeting, but we accepted the invitation anyway because we didn’t want to pass up an opportunity to put our case directly to one of the most powerful men in the company. We finally left them in their dream world of lies, money and destruction to return to our fellow activists and our continuing struggle.</p>
<p>For a free Iceland!<br />
For a free planet!</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/133/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/133/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=133&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Documentario di Saving Iceland</title>
		<link>http://terradeighiacci.wordpress.com/2008/07/26/documentario-di-saving-iceland/</link>
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		<pubDate>Sat, 26 Jul 2008 09:11:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo ed altri video nella nostra nuova pagina youtube http://www.youtube.com/terradeighiacci http://it.youtube.com/terradeighiacci<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=129&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://terradeighiacci.wordpress.com/2008/07/26/documentario-di-saving-iceland/"><img src="http://img.youtube.com/vi/gfqprPOfMpQ/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Questo ed altri video nella nostra nuova pagina youtube</p>
<h4><span style="color:#ff9900;"><a href="http://www.youtube.com/terradeighiacci">http://www.youtube.com/terradeighiacci</a></span></h4>
<h4><span style="color:#ff9900;"><a href="http://it.youtube.com/terradeighiacci">http://it.youtube.com/terradeighiacci </a></span></h4>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/129/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/129/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=129&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Immagini dai presidi del 22 luglio a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 08:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Immagini e Video]]></category>

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		<description><![CDATA[Immagini foto presidi 22 luglio / july 22th protests photos<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=120&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="color:#ff9900;">Immagini</span></h3>
<p><a href="http://sanatorio.altervista.org/_altervista_ht/22luglio2008/index.html">foto</a> presidi 22 luglio / july 22th protests <a href="http://sanatorio.altervista.org/_altervista_ht/22luglio2008/index.html">photos</a></p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/120/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/120/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=120&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Resoconto dei presidi del 22 luglio a Milano</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 00:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni]]></category>
		<category><![CDATA[Testi]]></category>

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		<description><![CDATA[Una prima giornata per difendere la Terra dei ghiacci E&#8217; molto presto quando il primo solidale giunge davanti all&#8217;entrata principale del grande palazzo, sede direzionale della Impregilo SpA, nota multinazionale delle costruzioni (leggi distruzioni). Fa un certo effetto ogni volta trovarsi di fronte a questo palazzo. Non certo l&#8217;effetto di un piccolo uomo di fronte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=106&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color:#ff0000;">Una prima giornata per difendere la Terra dei ghiacci</span></h4>
<p>E&#8217; molto presto quando il primo solidale giunge davanti all&#8217;entrata principale del grande palazzo, sede direzionale della Impregilo SpA, nota multinazionale delle costruzioni (leggi distruzioni). Fa un certo effetto ogni volta trovarsi di fronte a questo palazzo. Non certo l&#8217;effetto di un piccolo uomo di fronte a una grande costruzione, no. Neppure l&#8217;effetto di chi si trova di fronte a qualcosa di noto, di conosciuto, di famoso. Piuttosto l&#8217;effetto di chi sente forte l&#8217;incombere di un punto di non ritorno nella devastazione della Terra, di chi avverte uno stato di necessità mai così estremo, di chi si trova di fronte a un luogo fisico, reale, non virtuale, ma concreto, materiale, dove vengono prese delle decisioni, portati avanti progetti, costruite relazioni, funzionali all&#8217;opera nefasta di questa multinazionale di lungo corso. Un luogo di ritrovo di persone, di individui, responsabili in un modo o nell&#8217;altro, delle gravi ripercussioni causate dalle attività di Impregilo in tutto il mondo. Corresponsabili di ogni nocività sociale e ambientale.</p>
<p><span id="more-106"></span></p>
<p>Punta di diamante del nuovo capitalismo, diremo poi durante il presidio, il turbocapitalismo ipertecnologico, quello delle &#8220;grandi opere&#8221; e delle grandi menzogne. Delle ecoballe. Dell&#8217;alta capacità/velocità. Delle perforazioni, dei tunnel, delle varianti, dei ponti e di tutte quelle opere assurde, illogiche, distruttive, nocive, perfino antieconomiche, imposte dai governi per conto dei grandi gruppi industriali, con la forza della persuasione occulta (con gli esperti di comunicazione, coi tavoli, coi media in busta paga della grande industria) e, quando non basta, con l&#8217;uso della forza pubblica, perfino quella degli eserciti, perfino nella &#8220;democratica&#8221; Italia e non solo in Guatemala o in Nigeria o in Nepal o in Turchia. E non c&#8217;è più neppure bisogno di colpi di Stato. Laddove terrorista non è più definito chi semina la paura e la usa per raggiungere o mantenere il potere, bensì chi si oppone, anche solo facendo contro-informazione o pressione, con gli strumenti democratici di una democrazia &#8220;dal basso&#8221;, insomma, oltreché chiunque faccia il salto verso una più determinata legittima difesa nei confronti di una aggressione continua e costante alla Terra e a chi la abita (umano e non umano).</p>
<p>Abbiamo comunque deciso, per questo primo presidio in difesa della Terra d&#8217;Islanda e in solidarietà al popolo islandese in lotta contro la devastazione già in atto, di tentare un primo approccio comunicativo con i dipendenti, per verificare la possibilità o meno di un confronto dialettico, per tentare di portare i nostri contenuti etici e politici di forte critica alle &#8220;grandi opere&#8221; e alla idea di futuro e di progresso proposta ed esportata dai grandi gruppi di potere per il tornaconto dei soliti noti.</p>
<p>Sono le 7.40, mancano ancora 20 minuti all&#8217;inizio del presidio, e quel primo attivista ne approfitta per filmare alcune scene. Poi avverte una presenza &#8220;sospetta&#8221; e decide di verificare la cosa entrando in un bar. Entra anche questa persona. Dopo un caffé di rito esce dal bar, sempre seguito dall&#8217;uomo-ombra. Piccola sosta improvvisa per prendere alcuni volantini dallo zaino, allo scattare del verde per i pedoni, e l&#8217;altro è costretto a passare. Si ferma all&#8217;ingresso dell&#8217;Impregilo e si volta dando le spalle all&#8217;entrata, mani sui fianchi. Viene raggiunto dall&#8217;attivista che, nonostante lo sguardo dell&#8217;altro che non promette molto di buono, ha la &#8220;faccia tosta&#8221; di allungargli un volantino, chiedendo ironicamente &#8220;ah ma allora lavori qui!?&#8221;. Visibilmente innervosito il dipendente, dopo un altro sguardo che non produce alcun effetto, rientra trafelato nei box (security? probabile).</p>
<p>Arriva la digos che dopo le domande di rito (nonostante riconosca il primo attivista giunto sul posto) con non-risposte di rito, precisa che il piazzale &#8220;autorizzato&#8221; è quello alle spalle dell&#8217;ingresso principale, di fronte a un grande magazzino. L&#8217;attivista ribadisce che però erano stati &#8220;informati&#8221; della volontà/necessità di disporsi lungo l&#8217;ingresso principale. Mentre continua a volantinare ad un certo numero di dipendenti che entra di gran fretta nell&#8217;edificio (sono ormai le 8), chiarisce che in ogni caso almeno un paio di persone rimarranno nei pressi dell&#8217;ingresso principale, proprio per entrare in contatto con i dipendenti dell&#8217;Impregilo, ribadendo comunque la necessità di rimanere davanti all&#8217;ingresso principale.</p>
<p>Pochi istanti ed ecco arrivare buona parte degli altri attivisti che subito srotolano alcuni striscioni, preparano il megafono e danno il via al presidio vero e proprio (che rimarrà di fronte all&#8217;entrata principale), ben visibile sulla strada principale di Sesto San Giovanni (il civico 1 di Viale Italia, infatti, è proprio a ridosso di Viale Monza). Si comincia a megafonare e le cose da dire sono davvero tante. Si parla dell&#8217;Islanda, del progetto di Karahnjukar, dei danni sociali, ambientali, economici, alla salute, i rischi per tutte le specie, non si tralascia nessun aspetto della questione. E&#8217; un&#8217;occasione da non perdere quella di informare chi ascolta, certo, chi si ferma, costretto da un semaforo all&#8217;interno della propria automobile che lo conduce al lavoro, al consumo al &#8230;; o chi si ferma nonostante sia a piedi e non costretto a fermarsi o a ripartire, proprio per ascoltare, proprio perché interessato, proprio perché stimolato, sensibile&#8230; Poterlo fare con la propria voce, con o senza megafono, andando oltre il testo del volantino preparato per l&#8217;occasione, potendo portare a conoscenza molte altre cose che per per ovvie ragioni non si possono sviscerare in un testo sintetico&#8230; Ma è una occasione da non perdere soprattutto quella di poter dire chiaramente cosa si pensa dei dirigenti della Impregilo. Dirglielo in faccia. Dirglielo a gran voce. Dirglielo con contenuti e approfondimenti, non solo con slogan.</p>
<p>Proprio dopo uno di questi interventi al megafono escono due persone dall&#8217;azienda. Con fare sicuro ci osservano. Poi si avvicinano alla più giovane del gruppo (ma forse è solo un caso e non una scelta) e con chiaro atteggiamento paternalistico avviano una critica fondata su basi teoriche alquanto fragili&#8230; Presumendo una nostra impreparazione, anzi denunciandola proprio&#8230; Lo scontro si fa pari nei numeri (ora siamo due contro due) ma sempre più impari nei contenuti&#8230;</p>
<p>Fra le varie ipotesi, tutte smontate una dopo l&#8217;altra, viene proposta la versione della centrale idroelettrica come fonte di energia pulita e l&#8217;accusa allora di essere foraggiatori inconsapevoli del nucleare e del carbone&#8230; Ma di fronte al dato incontestabile che, al di là della menzogna evidente della pulizia o sostenibilità di quella energia e di quelle opere, oltre il 95% dell&#8217;energia prodotta dalla centrale alimentata dalla LORO (ed è un piacere poter affermare con spregio VOSTRA) diga servirà ad alimentare una multinazionale (per di più americana e quindi straniera) dell&#8217;alluminio, altro bell&#8217;esempio di sostenibilità.</p>
<p>Si oppone allora che tutto è in alluminio, anche componenti della telecamera che abbiamo con noi o di strumenti tecnologici vari. Ma che questo è un bene, perché è un ottimo materiale, leggero, ecc. Prendiamo per buona la prima parte dell&#8217;opposizione, già più sensata delle precedenti e che ci costringe ad ammettere un elemento di criticità e di incoerenza, a cui non ci sottraiamo e del quale è bene prendere coscienza (ma del resto da tempo abbiamo fatto riflessioni sull&#8217;uso della tecnologia a cui siamo costretti ma fino a un certo punto, infatti tentiamo di proporre alternative praticabili). Facciamo notare che il loro approccio, nelle questioni specifiche oltre che in quelle generali, non prende mai in considerazione le possibili nocività. Anche riguardo al metallo di cui si parla vengono fuori elementi come l&#8217;economicità, la duttilità, la leggerezza, elementi &#8220;tecnici&#8221;, ma nessuna riflessione sui danni alla salute, all&#8217;ambiente&#8230; Chiariamo infine la nostra posizione e le nostre attese rispetto a questo modello di sviluppo. La reazione di uno dei due dipendenti è di disarmato ma perplesso accoglimento &#8220;ma allora voi non ponete in discussione solo la nostra azienda ma l&#8217;intero sistema!&#8221;. Rispondiamo di sì. Chiariamo che non siamo lì solo per contestare la loro azienda, ma quel sistema capitalista, di cui la loro azienda è esempio e primo attore. E contro di loro faremo una opposizione sempre più determinata. Proporremo e tenteremo di mettere in pratica alternative, smaschereremo tutto ciò che è nascosto&#8230; Parliamo allora di TAV, di Ponte sullo stretto, di Mose, di variante di Mestre, del disastro nel Mugello ma la parola disastro non li scuote più di tanto&#8230; quanto la parola &#8220;implicati&#8221; in riferimento alla questione dei rifiuti campani. E&#8217; lì che scatta la reazione più infastidita e una difesa da avvocatura dell&#8217;azienda&#8230; E&#8217; lì che salta la tecnica di passare da un argomento all&#8217;altro nel momento in cui la presunta nostra impreparazione viene messa in discussione (se non negata) dallo sviluppo di argomenti difficilmente contestabili. A quel punto si rilancia, sulla base di approfondimenti e veri e propri appunti riguardo le denunce e i processi, riguardo gli arresti per la questione campana&#8230; Non si vuole dare troppa enfasi all&#8217;azione della magistratura, non si vuole porre la questione dal punto di vista della legalità, ma mantenerla sul piano dell&#8217;etica, della critica politica e sociale, eppure è il momento di mettere il dito nella piaga. Quella difesa d&#8217;ufficio, di gruppo, e la necessità di spezzarla fa opporre fatti, informazioni, dati&#8230; 25 arresti, la gran parte dirigenti del gruppo, i conti italiani congelati&#8230; e non si deve parlare di implicazione? &#8220;Implicati, implicati. Nelle grandi opere si può parlare anche di implicazione e non solamente di partecipazione, e lo può fare anche chi non è giustizialista. Infatti siamo contenti da buoni libertari (lo diciamo ironicamente) che i vostri colleghi siano già tutti ai domiciliari e non in carcere, nonostante le accuse siano di ASSOCIAZIONE A DELINQUERE FINALIZZATA AL TRAFFICO ILLECITO. TRUFFA AGGRAVATA. FALSO IDEOLOGICO. Peccato che alcuni nostri amici ecologisti e animalisti invece siano ancora dentro, anche con accuse meno gravi di queste&#8230;&#8221; La loro risposta è stizzita e provocatoria: &#8220;vedremo se saremo condannati!!!&#8221;. E la nostra non può essere che un ribadire che la giustizia non è quella dei tribunali: &#8220;lo sappiamo che non sarete condannati, avete buoni avvocati, ma questo non vuol dire niente, non importa, non vuol certo dire che quello che continuate a compiere da quarant&#8217;anni è GIUSTO, eticamente accettabile!!!&#8221;. Si chiude con una velata minaccia: &#8220;State bene attenti a non parlare di condannati!!!&#8221;.</p>
<p>Questo serrato confronto non fa che accendere gli animi e aumentare la voglia di dire ogni cosa, anche gli argomenti che non si era sicuri di voler proporre&#8230; Al megafono, proprio per rispondere all&#8217;ultima frase, si leggono i nomi e cognomi dei 25 arrestati, con tono da funerale:</p>
<p>MASSIMO MALVAGNA, amministratore delegato FIBE SPA, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>SERGIO ASPRONE, responsabile gestione impianti FIBE SPA, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>ERNESTO PICARONE, responsabile ambiente ingegneria FIBE SPA E FISIA ITALIMPIANTI, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>GIOVANNI DE LAURENTIIS responsabile operatore FISIA ITALIMPIANTI, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>ANGELO PELLICCIA, dirigente FIBE e FIBE CAMPANIA, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>FILIPPO RALLO, responsabile impianti CAMPANIA FISIA ITALIMPIANTI, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>MASSIMO CORTESE, responsabile gestione CDR (Combustibile Derivato dai Rifiuti) CAMPANIA</p>
<p>DINO DI BATTISTA, responsabile discariche e siti stoccaggio FIBE, GRUPPO IMPREGILO</p>
<p>FABIO MIZZAGLIA, chimico</p>
<p>VITO FIMIANI, responsabile impianto GIUGLIANO</p>
<p>vari capi impianti CDR</p>
<p>vari amministratori locali</p>
<p>&#8230;e concludiamo girandoci teatralmente verso il giusto uditorio&#8230;</p>
<p>un maresciallo dei carabinieri, ROCCO DE FRENZA, distaccato presso la Protezione Civile</p>
<p>&#8230;</p>
<p>E non basta&#8230; Ormai siamo caldi e stimolati a dovere&#8230;</p>
<p>Parliamo del disastro del Tunnel d&#8217;Occidente a Mestizal in Colombia, per i lavori dell&#8217;autostrada della valle di Aburra &#8211; Rio Conca nella regione di Antioquia, oltre sei milioni di metri cubi di terra scavati, espulsione di intere popolazioni dai dintorni di Medellin, l&#8217;inganno dei posti di lavori con un aumento invece che una diminuzione della disoccupazione, aumento drastico delle sparizioni e uccisioni, delle tensioni sociali, tagli alla spesa pubblica per finanziare le grandi opere dell&#8217;Impregilo, erosione delle spese sociali, in particolare per l&#8217;istruzione, per i giovani poche opportunità: arruolarsi fra gli insurgenti, lavorare nel narcotraffico o nella milizia in difesa della borghesia straniera.</p>
<p>Parliamo dei rapporti con la ditta ASTALDI, con la CMC (Coop Rosse), con la Banca Mondiale nella Regione di Antioquia per la costruzione di centrali idroelettriche&#8230;</p>
<p>Rapporti con la Banca Mondiale che si riproducono in ogni parte del mondo, ogni volta pronta a supportare le imprese nefaste della Impregilo, costringendo i governi locali a un indebitamento smisurato, finanziamenti su finanziamenti, pur ammettendo &#8220;illeciti e sprechi finanziari ai danni delle popolazioni di paesi in via di sviluppo&#8221; da Parte della multinazionale italiana.</p>
<p>Si parla del progetto idroelettrico di Chixoy, , in Guatemala, visto che i dipendenti (probabilmente dirigenti) insistevano tanto sull&#8217;idroelettrico: rapporti con la dittatura militare, 6000 persone uccise, 4000 deportate, deforestazione, tangenti per 500 milioni di dollari di allora&#8230;</p>
<p>Si parla della diga di Kainji in Nigeria, crollata per mancata manutenzione e probabili problemi strutturali: saccheggio risorse, apartheid, deportazioni, sfruttamento intensivo manodopera africana&#8230;</p>
<p>Si parla della centrale idroelettrica in Nepal: corruzione di ufficiali statali denunciate dal sindacato nazionale, irregolarità nel progetto, effetti ambientali devastanti&#8230;</p>
<p>Si parla delle dighe in Lesotho (Africa): denunce per presunte tangenti a politici nazionali e amministratori locali, tangenti per 2 milioni di dollari per ottenere l&#8217;appalto, 70% del fiume Orange deviato, 24.000 persone deportate, salari inferiori al minimo legale, assassinii da parte della polizia contro i lavoratori in sciopero, finanziamenti dalla Banca Mondiale per aggirare le sanzioni internazionali contro il sudafrica in seguito alle deportazioni&#8230;</p>
<p>Si parla della centrale idroelettrica di Tucurui in Brasile, di Itaipu fra Brasile e Paraguay, di Yacyreta fra Argentina e Paraguay, definita uno dei maggiori monumenti alla corruzione, in combutta con la francese DUMEZ e la tedesca LAHMEYER CONSULTING ENGINEERS (partners in altre devastazioni).</p>
<p>Si parla della diga di Ilisu in Kurdistan, dei danni ambientali e alla salute dovuti alle secche dei fiumi (malaria) e le devastanti conseguenze sociali con le aggressioni del governo turco ai danni dei curdi anche e soprattutto per reprimere la resistenza all&#8217;opera&#8230;</p>
<p>Insomma forse non eravamo così impreparati&#8230;</p>
<p>E la gente ascolta&#8230; Si ferma&#8230; Prende il volantino&#8230; Chiede&#8230;</p>
<p>Alcuni durante l&#8217;elenco dei nomi degli indagati oppure durante l&#8217;elenco dei disastri e delle violazioni sono letteralmente scioccati.</p>
<p>Altri sorridono, e fanno ampi gesti di approvazione. Diversi si fermano a dirci qualcosa, a darci sostegno, come una signora che visibilmente commossa ci esprime il suo disprezzo per quell&#8217;azienda, che indica agitando il suo bastone, e il suo sgomento per tutte le lotte compiute da &#8220;Loro&#8221;, per liberare e costruire un mondo diverso. Si dichiara a noi vicina, riconoscendo in noi una speranza e addirittura una eredità&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>Vorremmo continuare a esprimere tutta la nostra rabbia verso chi vuole mantenere una onorabilità, una arrogante e fittizia dignità, pur condannando la terra e chi la abita&#8230;</p>
<p>Ma sono le dieci passate. E&#8217; ora di spostarsi verso il secondo presidio della giornata&#8230;</p>
<p>Raggiungiamo il Consolato con un certo anticipo. La situazione è molto diversa dal primo presidio:  la zona è meno trafficata, il palazzo è praticamente deserto. Riusciamo a portare alcuni volantini all&#8217;interno. Il console è un fantasma. Irreperibile. Mai una risposta a una telefonata. E parrebbe non essere presente neppure al nostro arrivo, anche se qualcuno dai chiari tratti nordici è stato notato&#8230; L&#8217;ufficio è comunque aperto. Ci scateniamo e megafoniamo anche qui le informazioni sull&#8217;opera&#8230; Ma concentriamo in particolare l&#8217;attenzione sulle responsabilità del Governo islandese, del Primo Ministro, del Ministro dell&#8217;Ambiente, che ha capovolto l&#8217;esito negativo della valutazione di impatto ambientale, sulle menzogne progressiste per giustificare l&#8217;opera, falsità economiche ed ecologiche, verso le quali c&#8217;è comunque una sempre più generalizzata presa di coscienza e opposizione della popolazione locale, e sempre crescente solidarietà e attenzione a livello internazionale&#8230; Dichiariamo che mai ci arrenderemo e che torneremo a turbare la serenità del console, verso cui chiediamo una presa di posizione chiara, per capire con chi abbiamo a che fare.</p>
<p>Nonostante il traffico ridotto rispetto al primo presidio anche qui diverse persone si fermano, alcune chiedono anche informazioni sull&#8217;opera, altre si limitano a leggere il volantino&#8230; Ci raggiunge anche un ragazzo arrivato apposta dalla Liguria per partecipare alle proteste. In poco tempo finiamo praticamente tutti i volantini. La prima giornata è stata abbastanza positiva. Non eravamo moltissimi, sicuramente meno di quanti avremmo potuti essere, ma considerando il profilo di questa prima giornata, come detto più basso, comunicativo, va bene anche così. In tutto hanno partecipato al presidio 11 persone. Certi che in momenti successivi saremo sicuramente in numeri diversi. Il dato della comunicazione con i dipendenti della Impregilo non è certo confortante (molti hanno preso il volantino, molti altri no, pochissimi hanno voluto parlare&#8230;) ma era prevedibile, e un tentativo andava comunque fatto.</p>
<p>Continueremo. Non ci arrenderemo. E anzi rilanceremo con una pressione sempre maggiore, in particolare verso il responsabile italiano di questa ed altre devastazioni. Non arriveremo mai più impreparati e all&#8217;emergenza, a lavori già cominciati. A progetti approvati. Pronti in ogni caso a contrastare ogni opera, manterremo un&#8217;attenzione e uno sguardo particolare su questa multinazionale. E ci informeremo ed informeremo su ogni singolo progetto, su ogni singola nocività.</p>
<p>Hai avuto vita facile per mezzo secolo Impregilo&#8230; La nostra sfida è renderti un pò dura questa vita&#8230; Anche per te sarà dura!</p>
<p>Nello</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/106/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/106/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=106&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Resoconto del presidio del 21 luglio a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 21:06:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nix77</dc:creator>
				<category><![CDATA[Azioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Report del Presidio presso l&#8217;Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008 Reduci dall&#8217;impegnativo Presidio del giovedi precedente presso l&#8217;Ambasciata Coreana, i baldi ADA uniti ad un manipolo di attivisti provenienti da ogni parte della capitale si sono presentati in tarda mattinata davanti all&#8217;Ambasciata Islandese tenuti d&#8217;occhio da uno sparuto esercito di poliziotti e carabinieri. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=104&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="color:#ff0000;">Report del Presidio presso l&#8217;Ambasciata Islandese di Roma del 21 luglio 2008</span></h4>
<p><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/1-prima-della-cura1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-156" title="1-prima-della-cura1" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/1-prima-della-cura1.jpg?w=147&#038;h=111" alt="" width="147" height="111" /></a><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/2-dopo-la-cura.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-157" title="2-dopo-la-cura" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/2-dopo-la-cura.jpg?w=147&#038;h=111" alt="" width="147" height="111" /></a><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-158" title="presidio-3" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-3.jpg?w=147&#038;h=111" alt="" width="147" height="111" /></a><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-5.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-159" title="presidio-5" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-5.jpg?w=147&#038;h=111" alt="" width="147" height="111" /></a><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-9.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-163" title="presidio-9" src="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/presidio-9.jpg?w=147&#038;h=111" alt="" width="147" height="111" /></a><a href="http://terradeighiacci.files.wordpress.com/2008/09/posterislanda1.jpg"> </a></p>
<p>Reduci dall&#8217;impegnativo Presidio del giovedi precedente presso l&#8217;Ambasciata Coreana, i baldi ADA uniti ad un manipolo di attivisti provenienti da ogni parte della capitale si sono presentati in tarda mattinata davanti all&#8217;Ambasciata Islandese tenuti d&#8217;occhio da uno sparuto esercito di poliziotti e carabinieri. Incuranti delle nefaste condizioni meteorologiche, gli eroici difensori del pianeta hanno preparato uno striscione ad hoc che annunciava l&#8217;intenzione di sostenere le azioni atte alla strenua difesa della Terra dalle devastazioni a fini commerciali.<br />
Megafonando ripetutamente anche durante l&#8217;uscita per la pausa pranzo ed il successivo rientro degli impiegati (ben due), abbiamo ribadito la posizione dei sottoscritti e di buona parte della popolazione islandese in merito alla devastazione ambientale provocata dalla costruzione delle dighe in questione. Ben 275 specie tra animali e vegetali, sviluppatesi in quelle terre da millenni, ora sono a rischio di estinzione&#8230;per produrre energia elettrica destinata esclusivamente ad un&#8217;azienda (l&#8217;Alcoa) che detiene una grossa fetta del mercato dell&#8217;alluminio.</p>
<p><span id="more-104"></span><br />
Oltretutto il 30% di codesto metallo è prodotto per usi militari (cluster bombs e componenti aereonautiche) e ciò stona con la bandiera della pace che l&#8217;Ambasciatore ed i suoi subalterni continuano ad esporre da una delle poche finestre sane della palazzina che li ospita in via San Saba 12 a Roma.<br />
Il volantinaggio ha prodotto effetti positivi, alcune persone si son fermate a chiedere notizie in merito al perchè di tale mobilitazione, automobilisti e viandanti hanno ricevuto il volantino appositamente studiato e stampato.<br />
Al Sig. Ambasciatore ed ai suoi impiegati sono giunti vari slogan nonchè un comunicato letto dal sottoscritto che recitava più o meno così:<br />
&#8220;Anche l&#8217;Islanda, come molte altre nazioni sta cadendo nella trappola tesa dalle multinazionali svendendo la sua terra, i suoi luoghi ed i suoi abitanti umani ed animali per il classico piatto di lenticchie o poco più.<br />
Vogliamo ribadire l&#8217;impossibilità morale di accettare uno scambio iniquo: da una parte centinaia di specie viventi a rischio di estinzione, dall&#8217;altra profitti economici per pochi eletti, sempre gli stessi, facenti capo alle grandi imprese che troviamo ovunque si parli di scempio del territorio.<br />
Agli Islandesi rimarrà ben poco anche sotto il punto di vista economico, le briciole degli ingenti ricavi e qualche disoccupato che finalmente troverà il suo posto di lavoro in cui essere sfruttato per poter sopravvivere.<br />
Diciamo no a tutto questo, presidiando l&#8217;ambasciata islandese a Roma come in molte altre città europee per portare la voce del dissenso, appoggiando la gran parte della popolazione islandese che non vuole una manipolazione del territorio e delle sue risorse.<br />
I lavoratori all&#8217;interno dell&#8217;Ambasciata hanno il dovere di riportare al loro governo queste proteste per non divenire a loro volta complici di questa ennesima aberrazione.<br />
Il rispetto e l&#8217;amore per luoghi rimasti immutati per millenni, immuni dall&#8217;attacco delle moderne macroeconomie globali: questo rispetto è ora più che mai necessario ed impellente.&#8221;</p>
<p>Prima della dipartenza del sottoscritto avvenuta verso le 16.00 una voce si è alzata da un palazzo retrostante quello puntato dai manifestanti. Distintamente tutti abbiamo sentito la frase &#8220;mo&#8217; c&#8217;avete rotto li coj***&#8221; ma mi sorge tuttora un dubbio: l&#8217;accento era marcatamente islandese.<br />
La nostra esperienza in quel giorno, unita alle altre mobilitazioni in Italia e nell&#8217;Europa civile ed incivile tutta, porterà forse ad un ripensamento delle politiche devastanti del Governo attualmente in carica in Islanda. Il nostro &#8220;NO&#8221; sarà ripetuto ogni volta che ne avremo l&#8217;occasione&#8230;<br />
Rimandiamo i lettori alle prossime iniziative ed auguriamo buoni presidii a tutti!</p>
<p>Skrondo per Gli ADA</p>
<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/104/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/104/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=104&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>video presidio per l&#8217;Islanda a Bruxelles (febbraio 2008)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 00:13:01 +0000</pubDate>
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<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/99/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/99/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=99&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>video dei blocchi del 19 luglio 2008 in islanda!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 23:52:07 +0000</pubDate>
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<br /><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/categories/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /> <img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/tags/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/terradeighiacci.wordpress.com/91/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/terradeighiacci.wordpress.com/91/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=terradeighiacci.wordpress.com&amp;blog=4126926&amp;post=91&amp;subd=terradeighiacci&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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